Innanzitutto: la prima colazione

La prima colazione è il primo pasto della giornata e come tale riveste notevole importanza e non va mai saltata, in quanto l’organismo proviene da numerose ore di digiuno e per affrontare al meglio gli impegni di un’intera giornata, ha bisogno della giusta quantità di energia. Le Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana suggeriscono che ogni giorno la colazione dovrebbe rappresentare circa il 20% dell’intero apporto energetico: in parole povere per un fabbisogno di 1600 calorie, 320 dovrebbero provenire dal primo pasto della giornata. Purtroppo questa sana abitudine spesso non viene seguita, soprattutto nei bambini in età scolare è frequente che questo pasto venga sottovalutato e il più delle volte completamente saltato, senza pensare che così facendo si provoca una disomogenea distribuzione delle calorie giornaliere dando a volte più spazio agli eccessivi e squilibrati spuntini fuori pasto, che a volte sono delle vere e proprie bombe caloriche. Anche fra quelle persone che dichiarano di fare colazione, spesso vi è la tendenza a non assumere la giusta quantità di nutrienti necessari per iniziare nel modo giusto la giornata.
Le ragioni per cui sempre più persone rinunciano a questo importante pasto sono generalmente fretta, desiderio di stare a dormire più a lungo e mancanza d’appetito la mattina. Altra motivazione sbagliata è quella di cercare di ridurre al minimo l’apporto calorico di regimi dietetici ipocalorici.

Contrariamente a quanto si può pensare, una ricca prima colazione non comporta invece il rischio di eccedere nell’apporto calorico giornaliero, infatti numerosi studi dimostrano che i bambini e i ragazzi che hanno questa sana abitudine sono meno predisposti al sovrappeso. Diversi studi hanno invece dimostrato che i bambini che saltano il primo pasto della giornata hanno più possibilità di sviluppare obesità e sovrappeso.
Spesso mi capita che i genitori di bimbi sovrappeso e obesi dichiarano di non capire come mai l’ago della bilancia salga così tanto visto che molto spesso il proprio figlio salta la prima colazione: niente di più sbagliato!

I genitori, sin dai primi anni di vita del bambino, devono educare i propri figli a dare la giusta importanza alla prima colazione e a mantenerne l’abitudine in modo che rimanga radicata sino all’età adulta.

Ma quale deve essere la composizione di una adeguata prima colazione? Innanzitutto deve fornire l’ energia utile a riattivare il metabolismo e a affrontare le prime fatiche della giornata, e quindi non possono mancare i carboidrati, preferibilmente integrali, rappresentati in genere da pane, biscotti, fette biscottate o corn flackes, le proteine fornite da latte o derivati e per concludere, se gradito, un frutto fresco. Per chi non gradisce la colazione dolce l’alternativa può essere del pane accompagnato da formaggio magro.
Nei bambini e nei ragazzi che hanno la tendenza di saltarla, consiglio di procedere a piccoli passi, senza imporre degli schemi troppo rigidi, partendo dagli alimenti maggiormente graditi in piccole quantità che andranno via via incrementate.

Continuano a cadere teste dopo il tentato golpe

Non si ferma il taglio delle teste che sta operando nel suo paese il presidente turco Erdogan. Mentre infatti, secondo quanto fa sapere il Ministero degli Esteri turco, le vittime totali del tentato colpo di stato sarebbero salite a 290 (di cui oltre 100 fra i golpisti), il Ministero dell’Interno ha invece fatto sapere questa mattina, 18 luglio, di aver finora rimosso ben 9000 funzionari pubblici, tra cui 30 governatori provinciali e migliaia di poliziotti.

Sulle responsabilità per il colpo di stato, Erdogan continua a puntare il dito contro Fethullah Gülen, religioso e storico oppositore di Erdogan che vive in una sorta di esilio autoimposto negli Stati Uniti. Erdogan ha fatto sapere che eliminerà tutti i seguaci di Gülen dalle istituzioni del paese e ha, inoltre, rinnovato la sua intenzione di chiederne l’estradizione. Sul tema, si è già espresso il segretario di stato americano John Kerry; secondo Kerry, la Turchia dovrà presentare delle prove se intende ottenere l’estradizione. Kerry aveva già in precedenza espresso l’idea che il colpo di stato potesse essere una montatura fatta dal governo turco per rinsaldare il potere sulla nazione.

Domenica Erdogan, aveva dichiarato di prendere in considerazione l’ipotesi di ristabilire la pena di morte, abolita nel 2004 in luogo ad una serie di misure necessarie per l’ingresso della Turchia in Unione Europea. “Non possiamo rimandare ulteriormente, perché in questo paese chi comincia un colpo di stato deve pagarne il prezzo” ha dichiarato il presidente. Nella giornata di oggi, un portavoce della cancelliera tedesca Angela Merkel, ha dichiarato che “l’introduzione della pena di morte significherebbe la fine delle trattative per l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea”, in linea con le affermazioni di Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri.

Interessante una notizia diffusa da Reuters, e poi rilanciata da il Post: un ex membro dell’esercito turco, avrebbe dichiarato che, nella notte del golpe, l’aereo che trasportava il presidente in fuga dalla residenza Marmaris, sarebbe stato affiancato da due caccia golpisti F-16, che però non avrebbero sparato. La notizia, sarebbe inoltre stata confermata da un altro funzionario turco. Erdogan aveva dichiarato di essere fuggito in tempo da un bombardamento sulla residenza Marmaris.

The Solus Project (PS4) – Recensione

The Solus Project è un titolo, realizzato da Teotl Studios e Grip Digital, non nuovo per chi gioca su PC o Xbox One, dato che è già stato pubblicato lo scorso anno per queste piattaforme. Lo è invece per i possessori di PS4, dato che è sbarcato sull’ammiraglia di casa Sony soltanto lo scorso 18 settembre.

The Solus Project ci farà provare, in prima persona, la difficile esperienza di ritrovarsi naufrago, e completamente solo, su un pianeta sconosciuto. La trama del gioco parte dal presupposto, purtroppo neppure tanto fantascientifico, che l’uomo porti al collasso il sua pianeta natale, la Terra e che, come se non ci fossero state già abbastanza sfighe, quest’ultimo venga anche distrutto completamente da una catastrofe cosmica.

Per sopravvivere, la nostra razza è costretta a allestire una bella Flotta Migrante in puro stile Quarian di Mass Effect e con questa partire alla ricerca di una nuova casa, un nuovo pianeta abitabile, magari da non ridurre, questa volta almeno, a un immondezzaio.

Noi facciamo parte di una delle squadre esplorative. Con somma fortuna, la nostra nave viene abbattuta da un corpo celeste vagante proprio appena entra nell’orbita di Gliese-6143-C, il primo pianeta potenzialmente colonizzabile trovato dopo un bel po’ di ricerche.

Svegliandoci soli e acciaccati, vicino al relitto del nostro escape pod schiantato su una spiaggia rocciosa aliena, cominciamo questa bella avventura survival in prima persona, giocabile interamente anche con il supporto VR. Mica male!

I nostri primi passi su Gliese-6143-C non saranno semplici. Come detto, siamo soli e frastornati, non sappiamo dove ci troviamo e che fine abbiano fatto gli altri membri della spedizione. Dovremo quindi ingegnarci per sopravvivere in questo nuovo ambiente, raccogliere più informazioni possibili sulla nostra posizione e tentare disperatamente di metterci in contatto con la flotta, in modo che possano trovare noi e Gliese-6143-C, pianeta che risulta essere perfetto per la colonizzazione umana.

Nel frattempo però, dovremo cominciare a procurarci cibo, strumenti e un riparo dalle mutevoli condizioni atmosferiche. Per farlo, dovremo esplorare con cura i dintorni, anche grazie al computer palmare che, miracolosamente, siamo riusciti a recuperare dal luogo dello schianto. Questa componente prettamente survival, durante la quale dovremo fare molta attenzione a quante e quali risorse usare e portare con noi, badare bene al nostro stato di salute (una volta sono morto di febbre, lol) e di nutrirci con regolarità, viene un po’ a mancare con l’avanzare del gioco.

Infatti, dopo che ci saremo addentrati a sufficienza nei misteri di The Solus Project, il gioco si farà molto più generoso in termini di risorse trovate e a disposizione, quindi il badare ai nostri bisogni diverrà sicuramente un impegno molto meno assillante. Questo, e non so se sia voluto o meno, ci permette di applicarci di più a capire cosa sia successo ai precedenti abitanti del pianeta, della cui esistenza verremo a conoscenza scoprendo le loro antiche vestigia, e di costruire la rudimentale torre di comunicazione per avvertire i nostri simili nello spazio.

Tecnicamente The Solus Project si presenta molto bene. La grafica è fluida e dettagliata, facendo funzionare al meglio la Unreal Engine 4 che fa girare il gioco senza rallentamenti o altri fastidi di sorta. Anche il sonoro fa il suo dovere in maniera ottimale, avvolgendo tutto di una giusta atmosfera (a volte il rumore delle raffiche di vento gelido fanno venire davvero i brividi!). Anche la difficoltà e l’immersività nella storia sono ok. Quello che però non è del tutto ok, almeno secondo me, è il sistema di controllo.

The Solus Project non è un gioco complicatissimo in termini di comandi, solo che questi ultimi sistemati in maniera alquanto approssimativa. La gestione dell’inventario, ad esempio, risulta scomoda e un po’ caotica, così come quella del crafting. Capita a volte che, volendo passare da un oggetto all’altro dell’inventario o volendolo combinare con altri per costruire qualcosa, facciamo cadere a terra quello che tenevamo in mano in quel momento, magari facendoci perdere la torcia nel mezzo di una caverna buia. Nulla di invalidante, ma sono piccoli difetti che potrebbero infastidire alla lunga.

The Solus Project risulta comunque un ottimo gioco anche sulla nostra PS4, al netto dei suoi pregi e difetti, che può anche contare su una storia molto interessante, che vi spingerà ad andare avanti volentieri. La predisposizione completa per VR fa il resto, rendendo il gioco ancora più immersivo. In definitiva, un titolo da provare e da godersi appieno.

Alla prossima, naufraghi spaziali!

Analisi funzionale del web e strategie di marketing in rete

Analizzare i bisogni di un cliente, di un’azienda o di un Ente che vuole fare il grande passo dell’ingresso nella grande rete, è un compito che va svolto con la massima accuratezza onde poter giungere alla realizzazione grafica e funzionale delle pagine del sito e conseguire obiettivi designati. La pianificazione e la realizzazione di un progetto web, non può prescindere degli obiettivi, dalla loro valutazione alla luce del budget assegnato e degli sviluppi futuri del progetto stesso.

Il percorso che l’analisi segue solitamente inizia a fianco del cliente, è nella nostra filosofia di lavoro “prendere per mano” il cliente ed accompagnarlo attraverso le varie fasi evolutive del proprio business, esso espone le sue esigenze ed insieme si pianifica la strategia da adottare per gettare le basi del progetto. A fronte delle esigenze del cliente vengono valutati gli obiettivi e gli scopi aziendali da raggiungere attraverso l’ingresso in rete e la realizzazione di un sito Internet. Sulla base delle risorse finanziarie disponibili ed in funzione delle richieste si pianificano le fasi di realizzazione del progetto, quantificando e proporzionando le spese e gli obiettivi in modo da poter rendere efficace e produttivo quanto da realizzare. Utilizzare internet per fornire informazioni, servizi e incentivi è il metodo più diretto ed efficace onde poter arrivare ad un contatto con il cliente. Da qui l’analisi dell’utenza che serve a definire la tipologia di cliente del sito Internet e quali sono i prodotti e i servizi che soddisfano realmente le loro aspettative e i loro bisogni. Individuare l’obiettivo finale, solitamente, è il problema principale e successivamente bisogna presentare ad utenti e consumatori il proprio prodotto, o servizio, cosa non facile se non si individuano i giusti metodi e le giuste forme di interfacciamento.

Recenti studi sul comportamento degli utenti e dei consumatori che utilizzano internet mettono in evidenza il notevole successo dei siti internet realizzati da agenzie specializzate capaci di rivolgersi ad un pubblico specifico di riferimento con messaggi e servizi mirati; partendo dall’aspetto estetico del sito, al linguaggio più efficace da utilizzare, ma, soprattutto, alla continuità e alla coerenza tra immagine e prodotto, o servizio, offerti.
A questo punto viene analizzato lo specifico ambito del settore di mercato in cui il commitente opera. Si individuano i principali concorrenti e loro strategie di marketing/vendita, cercando di analizzare le modalità adottate per proporsi attraverso Internet e la conseguenza sui risultati ottenuti.

L’analisi dei concorrenti permetterà di capire i punti di forza, o debolezza, permettendo di capire quali sono i fattori che possono determinarne i vantaggi e cogliere le opportunità per delineare la propria strategia. Da qui la scelta delle informazioni e del materiale da includere nel sito non trascurando di descrivere tutto in maniera concisa. Così si studiano i contenuti per il sito Internet, si includeranno le informazioni realmente utili agli utenti, evitando così di rendere noiosa e improduttiva la navigazione aggiungendo contenuti e informazioni, spesso, superflue. E’ il momento di comunicare il nostro messaggio: la realizzazione grafica. Qui tutto è affidato alla comunicazione visiva, colori, layot, testi, interfaccia utente, numero di pagine, etc. Spesso il cliente, vorrebbe includere tutto all’interno del sito ed esprime le proprie esigenze ed aspirazioni indicando altri siti da cui prendere spunti, cosa assolutamente da evitare! Anche se il cliente ha sempre ragione, stavolta si dovrà desistere altrimenti avremmo solamente una serie di siti-fotocopia ed il nostro ruolo non avrebbe ragion d’essere.

The Witch – Le streghe secondo Robert Eggers

The Witch, il folgorante esordio alla regia del giovane Robert Eggers (non vediamo l’ora di ammirarlo alle prese con il remake del cult Nosferatu!), è un film del 2015 che ha raccolto critiche favorevoli in mezzo mondo e vinto diversi premi a vari festival di cinema indipendente.

La storia, ambientata nel New England dei primi anni trenta del XVII secolo, segue le vicende di una religiosissima  famiglia che viene esiliata dalla piantagione di cui fanno parte e va a vivere in una piccola fattoria ai margini di un bosco nero. Quando un membro della famiglia scompare in circostanze molto misteriose, tra i residui componenti inizia ad insinuarsi il sospetto che qualcosa di strano stia accadendo intorno a loro. La superstizione e la paura prendono il sopravvento mentre eventi sempre più terrificanti continuano ad accadere, così la loro fede incrollabile inizia a vacillare mentre le distanze tra i vari membri aumentano sempre di più. Perchè il diavolo li sta mandando in rovina? E se fosse tra loro, proprio in uno dei membri della famiglia? Che fine hanno fatto tutte le loro preghiere e i loro sacrifici? Chi o cosa abita in quel maledetto bosco?

Partiamo dall’aspetto visivo: il film è assolutamente impeccabile. Ricostruzione storica dei costumi e delle abitudini dell’epoca straordinaria, dialoghi presi da alcuni diari risalenti a quel periodo, fotografia quasi esclusivamente con luce naturale stupenda e regia che opera quasi per sottrazione, poco invadente, minimalista, ma che riesce ad essere assolutamente perfetta per il film in questione. Perchè questo film, appunto, è lontano anni luce dalla media degli horror in circolazione negli ultimi anni. Qui non ci sono eclatanti colpi di scena che fanno saltare dalla sedia, sangue che corre a fiumi, musica e urla martellanti. Il regista se ne frega di tutto questo, e va avanti per la sua strada con una coerenza davvero inusuale e gli basta un movimento di macchina da presa per surclassare tutti gli espedienti tanto alla moda nel cinema di genere contemporaneo. Il risultato è un film visivamente straordinario, un’opera bellissima e affascinante davvero rara.

Dal punto di vista dei contenuti il film è altrettanto importante. La fede messa alla prova, o addirittura l’eccesso di fede che sfocia in fanatismo e che porta a conseguenze disastrose. Il male che si insinua lentamente nelle nostre vite e ci mette alla prova, la tentazione di cedervi ed abbandonarsi ad esso a volte vista quasi come piacere. Eggers riesce a parlarci di tutto questo e lo fa con stile e con un linguaggio diretto, preciso, senza uscire mai fuori strada.

Ovviamente tutta questa coerenza e ricerca genera un’opera che paga qualcosa in termini di ritmo, ma crea un’atmosfera maligna, strisciante in cui per lo spettatore è facilissimo immergersi e perdersi. Il film non esplode mai, forse il cuore non arriva mai in gola per lo spavento improvviso, ma si è costantemente pervasi da un brivido strano, una paura sottile, quasi sottopelle, che aumenta sempre di più.

Appena concluso il film, sui titoli di coda, ci si potrebbe ritrovare ad essere un po’ smarriti, avere qualche perplessità. Ma con il passare delle ore ci si accorge che le scene e i suoi personaggi continuano a muoversi nella nostra mente, è difficile scrollarsi di dosso quella sensazione. Merito anche degli attori, tutti bravissimi, adulti e bambini. E merito soprattutto di alcune scene assolutamente inquietanti, disturbanti addirittura, in grado di evocare una paura che sfocia quasi in malessere fisico nello spettatore.

A proposito di attori, un piccolo consiglio: se possibile, vederlo in lingua originale: Ralph Ineson, interprete del pater familias ha una voce straordinaria!

In conclusione se The Witch viene spesso definito come l’horror del decennio un motivo ci sarà. E’ un film adulto, senza concessioni alle mode, diretto. Si potrebbe addirittura affermare che sfugge quasi alla definizione di horror. E’ un dramma accurato, pauroso e demoniaco di una famiglia distrutta dal fanatismo e dall’ignoranza. Una profonda riflessione sul male concreto che è davanti ai nostri occhi e che a volte dobbiamo fronteggiare fisicamente. Una riflessione su quanto possa apparire bello ed appagante cedervi, ed il prezzo che sempre si deve pagare.

Un film destinato a diventare un cult, che lascia il segno nello spettatore esigente ma che non soddisferà quello in cerca di una veloce e divertente evasione.

I tanti vantaggi di un dispositivo ancora sconosciuto

Il monopattino elettrico è un dispositivo innovativo di piccole dimensioni sul quale è montato un motore elettrico, alimentato da una batteria, che permette di compiere spostamenti in tutta libertà e senza fare il minimo sforzo, cosa che invece avviene, ad esempio, pedalando in sella ad una bicicletta.

Utilizzare un monopattino elettrico rappresenta sicuramente una scelta conveniente per poter evitare gran parte del traffico della città nelle ore di punta e per evitare un’ulteriore perdita di tempo nella ricerca del parcheggio. Inoltre, le sue dimensioni ridotte, il suo peso contenuto e la comparsa sul mercato di alcuni modelli ripieghevoli ne consentono un facile trasporto. Grazie al monopattino elettrico, quindi, possiamo raggiungere in tutta velocità il nostro posto di lavoro o la nostra scuola ed una volta arrivati possiamo richiuderlo e trasportarlo con noi all’interno dell’edificio o, se necessario, su un mezzo pubblico.

Le sue caratteristiche strutturali e meccaniche lo rendono un dispositivo di semplice utilizzo e quindi alla portata di grandi e piccini. Infatti, occorrono soltanto due ore di ricarica alla corrente elettrica ed una leggera spinta col piede per mettere in moto il nostro monopattino che proseguirà la corsa in tutta autonomia.

Un altro aspetto fondamentale e molto positivo dell’utilizzo del monopattino elettrico è certamente la sua componente ecologica. Infatti, avendo come unica alimentazione una batteria elettrica non si verificheranno alcune emissioni inquinanti nocive per l’ambiente.

In ultimo parliamo di prezzi: acquistare ed utilizzare un monopattino elettrico non è una scelta dispendiosa ma piuttosto economica. Ovviamente i modelli più elaborati hanno un costo abbastanza considerevole andando a toccare punte di 800€ ma ci sono modelli altrettanto validi che partono da un costo di circa 50€. In entrambi i casi, comunque, utilizzare un monopattino per effettuare brevi spostamenti è sicuramente più conveniente a livello economico rispetto al mettere in moto una macchina o uno scooter ed è anche molto più divertente da guidare.

Nel caso in cui si volesse acquistare uno di questi dispositivi elettrici per lo spostamento personale è consigliato questo sito https://sportivense.com/monopattino-elettrico/ in cui una vasta scelta di modelli è affiancata a prezzi davvero vantaggiosi!