The Solus Project (PS4) – Recensione

The Solus Project è un titolo, realizzato da Teotl Studios e Grip Digital, non nuovo per chi gioca su PC o Xbox One, dato che è già stato pubblicato lo scorso anno per queste piattaforme. Lo è invece per i possessori di PS4, dato che è sbarcato sull’ammiraglia di casa Sony soltanto lo scorso 18 settembre.

The Solus Project ci farà provare, in prima persona, la difficile esperienza di ritrovarsi naufrago, e completamente solo, su un pianeta sconosciuto. La trama del gioco parte dal presupposto, purtroppo neppure tanto fantascientifico, che l’uomo porti al collasso il sua pianeta natale, la Terra e che, come se non ci fossero state già abbastanza sfighe, quest’ultimo venga anche distrutto completamente da una catastrofe cosmica.

Per sopravvivere, la nostra razza è costretta a allestire una bella Flotta Migrante in puro stile Quarian di Mass Effect e con questa partire alla ricerca di una nuova casa, un nuovo pianeta abitabile, magari da non ridurre, questa volta almeno, a un immondezzaio.

Noi facciamo parte di una delle squadre esplorative. Con somma fortuna, la nostra nave viene abbattuta da un corpo celeste vagante proprio appena entra nell’orbita di Gliese-6143-C, il primo pianeta potenzialmente colonizzabile trovato dopo un bel po’ di ricerche.

Svegliandoci soli e acciaccati, vicino al relitto del nostro escape pod schiantato su una spiaggia rocciosa aliena, cominciamo questa bella avventura survival in prima persona, giocabile interamente anche con il supporto VR. Mica male!

I nostri primi passi su Gliese-6143-C non saranno semplici. Come detto, siamo soli e frastornati, non sappiamo dove ci troviamo e che fine abbiano fatto gli altri membri della spedizione. Dovremo quindi ingegnarci per sopravvivere in questo nuovo ambiente, raccogliere più informazioni possibili sulla nostra posizione e tentare disperatamente di metterci in contatto con la flotta, in modo che possano trovare noi e Gliese-6143-C, pianeta che risulta essere perfetto per la colonizzazione umana.

Nel frattempo però, dovremo cominciare a procurarci cibo, strumenti e un riparo dalle mutevoli condizioni atmosferiche. Per farlo, dovremo esplorare con cura i dintorni, anche grazie al computer palmare che, miracolosamente, siamo riusciti a recuperare dal luogo dello schianto. Questa componente prettamente survival, durante la quale dovremo fare molta attenzione a quante e quali risorse usare e portare con noi, badare bene al nostro stato di salute (una volta sono morto di febbre, lol) e di nutrirci con regolarità, viene un po’ a mancare con l’avanzare del gioco.

Infatti, dopo che ci saremo addentrati a sufficienza nei misteri di The Solus Project, il gioco si farà molto più generoso in termini di risorse trovate e a disposizione, quindi il badare ai nostri bisogni diverrà sicuramente un impegno molto meno assillante. Questo, e non so se sia voluto o meno, ci permette di applicarci di più a capire cosa sia successo ai precedenti abitanti del pianeta, della cui esistenza verremo a conoscenza scoprendo le loro antiche vestigia, e di costruire la rudimentale torre di comunicazione per avvertire i nostri simili nello spazio.

Tecnicamente The Solus Project si presenta molto bene. La grafica è fluida e dettagliata, facendo funzionare al meglio la Unreal Engine 4 che fa girare il gioco senza rallentamenti o altri fastidi di sorta. Anche il sonoro fa il suo dovere in maniera ottimale, avvolgendo tutto di una giusta atmosfera (a volte il rumore delle raffiche di vento gelido fanno venire davvero i brividi!). Anche la difficoltà e l’immersività nella storia sono ok. Quello che però non è del tutto ok, almeno secondo me, è il sistema di controllo.

The Solus Project non è un gioco complicatissimo in termini di comandi, solo che questi ultimi sistemati in maniera alquanto approssimativa. La gestione dell’inventario, ad esempio, risulta scomoda e un po’ caotica, così come quella del crafting. Capita a volte che, volendo passare da un oggetto all’altro dell’inventario o volendolo combinare con altri per costruire qualcosa, facciamo cadere a terra quello che tenevamo in mano in quel momento, magari facendoci perdere la torcia nel mezzo di una caverna buia. Nulla di invalidante, ma sono piccoli difetti che potrebbero infastidire alla lunga.

The Solus Project risulta comunque un ottimo gioco anche sulla nostra PS4, al netto dei suoi pregi e difetti, che può anche contare su una storia molto interessante, che vi spingerà ad andare avanti volentieri. La predisposizione completa per VR fa il resto, rendendo il gioco ancora più immersivo. In definitiva, un titolo da provare e da godersi appieno.

Alla prossima, naufraghi spaziali!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *